Zest Dynamic Opportunities
Siamo orgogliosi di condividere un importante riconoscimento per il fondo 𝗭𝗲𝘀𝘁 𝗗𝘆𝗻𝗮𝗺𝗶𝗰 𝗢𝗽𝗽𝗼𝗿𝘁𝘂𝗻𝗶𝘁𝗶𝗲𝘀, premiato nella prestigiosa guida “𝗜 𝟯𝟬𝟬 𝗠𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼𝗿𝗶 𝗙𝗼𝗻𝗱𝗶”, edita da 𝗖𝗙𝗦 𝗥𝗮𝘁𝗶𝗻𝗴 in collaborazione con 𝗜𝗹 𝗦𝗼𝗹𝗲 𝟮𝟰 𝗢𝗿𝗲.
Complimenti a Matteo Meroni per questo importante risultato.
Alla base di Zest Dynamic Opportunities c’è una gestione flessibile obbligazionaria che privilegia cherry picking, valore relativo e selezione di emittenti liquidi, con un approccio dinamico volto a contenere volatilità e rischio di credito. Nel 2025 questa impostazione ha trovato conferma nella capacità di adattare il posizionamento tra fasi più aggressive e più difensive, valorizzando in particolare emittenti finanziari solidi, subordinati e strumenti ad alto carry.
Fondo flessibile - obbligazionario che investe prevalentemente in credito e titoli governativi denominati in euro, con esposizioni tattiche su altre valute (coperte) e marginalmente su indici azionari. La gestione privilegia il cherry picking di singoli emittenti liquidi, evitando strumenti esotici, e ricerca valore relativo tra settori e nomi specifici. Utilizza strategie in derivati per incrementare il rendimento, con approccio dinamico volto a sfruttare spread e inefficienze contenendo volatilità e rischio di credito.
Il 2025 è stato affrontato a due velocità lungo tutto il corso dell’anno. Dopo un inizio all’insegna dell’asset allocation aggressiva, nel corso dell’ultima parte il posizionamento è stato più difensivo, alla luce delle maggiori incertezze riguardanti la situazione geopolitica e le tensioni internazionali. Le performance rispetto agli indicatori dei mercati obbligazionari si sono così dilatate e hanno permesso una chiusura di anno molto soddisfacente.
I driver principali degli ultimi 3 anni sono stati gli investimenti su emittenti con numeri di bilancio solidi, soprattutto nel comparto finanziario, scegliendo un posizionamento sulla struttura di debito più performante e quindi le emissioni subordinate e i coco bonds. Proprio perché si è scelto di privilegiare emittenti che avessero una valenza strategica, nel campo industriale si è poi gradualmente sovrappesato la componente utilities a discapito dell’auto. Anche in questo caso la scelta spesso è ricaduta sulle emissioni con più alto carry, e quindi le ibride.
Le prospettive per il 2026 rimangono incerte, gli spread di credito sono molto compressi e per questo sarà importante impostare strategie di copertura improntate alla riduzione della volatilità abbinata a una bassa duration di portafoglio. La scelta del singolo investimento e il lavoro sulla curva degli emittenti ritenuti più solidi sarà una componente importante per permettere al fondo di proseguire il track record soddisfacente degli ultimi anni.
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LFG+ZEST SA